giovedì 19 maggio 2016

Perché?



Si sente spesso dire che la letteratura non serve a niente. Per carità, dicono, è parte della nostra tradizione, ma a livello pratico, a cosa serve? 
È una domanda legittima, e penso che tutti, durante il percorso di studi, se la siano posta, almeno una volta. E infatti, con la letteratura non si mangia, non si impara a lavorare, non si concretizza. 
Ma allora perché si continua a studiare nelle scuole? Perché esistono librerie e biblioteche? Perché professori e critici non esauriscono mai la loro passione?

Ho cercato a lungo una risposta, e quello che mi sembra di aver capito è che se la letteratura, la lettura, i libri ancora sopravvivono ed esistono è solo perché ci riguardano. Parlano di noi e parlano a noi. Funzionano da specchio, da cassa di risonanza, ci permettono di vivere cento vite in una sola. Ci mettono in discussione, ci spostano prospettive e punti di vista, ci trascinano negli inferi per poi illuminarci di bellezza. 

La letteratura è un’esperienza intima collettiva, che ci permette di confrontarci e di condividere emozioni attraverso le parole di chi ha fatto di questo il suo mestiere.

Il testo scritto nella maggior parte dei casi è percepito dai ragazzi come un qualcosa di ostile, di astratto e complesso da decifrare. Richiede una buona dose di attenzione, di concentrazione. Non è interattivo, non puoi saltare da una riga all’altra. Il testo scritto è una fatica. Ci vuole allenamento, e servono le letture giuste, quelle che incoraggiano invece che tramortire.

Ecco, in questo progetto ho in mente una sola idea: cercare un modo per far comprendere ai ragazzi che la letteratura non è inchiostro su carta. La letteratura che loro vedono stampata sui libri è, innanzitutto, il gesto di un uomo che, un giorno, da qualche parte del mondo, ha preso in mano una penna, e ha deciso di condividere sulla pagina un pezzetto di sé.

L’intento di questo laboratorio è proprio quello di far conoscere lo strumento della scrittura. Attraverso degli esercizi guidati e molto stimolanti, i ragazzi sperimenteranno diversi stili e generi letterari, producendo di volta in volta piccoli pezzi, che saranno poi condivisi con la classe.

È così che la letteratura smetterà di rimanere confinata tra rilegatura e copertina e inizierà, lentamente, a prendere vita.

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