Si sente spesso dire che la letteratura non serve a niente. Per carità, dicono, è parte della nostra
tradizione, ma a livello pratico, a cosa serve?
È una domanda legittima, e penso che tutti, durante il
percorso di studi, se la siano posta, almeno una volta.
E infatti, con la letteratura non si mangia, non si impara a lavorare, non si concretizza.
Ma allora
perché si continua a studiare nelle scuole? Perché esistono librerie e biblioteche? Perché
professori e critici non esauriscono mai la loro passione?
Ho cercato a lungo una risposta, e quello che mi sembra di aver capito è che se la letteratura, la
lettura, i libri ancora sopravvivono ed esistono è solo perché ci riguardano. Parlano di noi e parlano
a noi. Funzionano da specchio, da cassa di risonanza, ci permettono di vivere cento vite in una sola.
Ci mettono in discussione, ci spostano prospettive e punti di vista, ci trascinano negli inferi per poi
illuminarci di bellezza.
La letteratura è un’esperienza intima collettiva, che ci permette di
confrontarci e di condividere emozioni attraverso le parole di chi ha fatto di questo il suo mestiere.
Il testo scritto nella maggior parte dei
casi è percepito dai ragazzi come un qualcosa di ostile, di astratto e complesso da decifrare.
Richiede una buona dose di attenzione, di concentrazione. Non è interattivo, non puoi saltare da una
riga all’altra. Il testo scritto è una fatica. Ci vuole allenamento, e servono le letture giuste, quelle
che incoraggiano invece che tramortire.
Ecco, in questo progetto ho in mente una sola idea: cercare un modo per far comprendere ai ragazzi
che la letteratura non è inchiostro su carta.
La letteratura che loro vedono stampata sui libri è, innanzitutto, il gesto di un uomo che, un giorno,
da qualche parte del mondo, ha preso in mano una penna, e ha deciso di condividere sulla pagina un
pezzetto di sé.
L’intento di questo laboratorio è proprio quello di far conoscere lo strumento
della scrittura. Attraverso degli esercizi guidati e molto stimolanti, i ragazzi sperimenteranno diversi stili e generi
letterari, producendo di volta in volta piccoli pezzi, che saranno poi condivisi con la classe.
È così che la letteratura smetterà di rimanere confinata tra rilegatura e copertina e inizierà,
lentamente, a prendere vita.
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